(Adnkronos) - Tolleranza zero nei confronti dei clandestini recidivi che continuano a rimanere nel territorio nonostante l'ordine di espulsione impartito gia' in precedenza dal questore. La linea dura arriva dalla Cassazione che, a differenza di precedenti pronunce nelle quali aveva mostrato piu' tolleranza nei confronti dei clandestini recidivi sostenendo che non potessero essere riarrestati, ora sottolinea che, chi si intrattiene "senza giustificato motivo" nel nostro Paese, non ha diritto alle attenuanti generiche, nemmeno se e' incensurato. Lo spirito della legge che ha riconvertito il 'decreto sicurezza', infatti, esclude "l'uso indiscriminato di benefici riservati solo a situazioni specifiche" e comunque "piu' ristrette di quelle che precedentemente li autorizzavano".
Ecco perche' la Prima sezione penale (sentenza 8635) ha accolto il ricorso della Procura di Ancona che si era opposta alla concessione delle attenuanti generiche accordate dal Tribunale di Urbino ad un clandestino nigeriano 30enne, Ndubuisi Okey N., nonostante avesse disobbedito per la seconda volta all'ordine del questore di lasciare il territorio. Secondo la Suprema Corte, che ha annullato senza rinvio la decisione del tribunale dello scorso luglio, concedere le attenuanti ad un clandestino sulla base della sua incesuratezza e' contrario a quanto previsto dalla legge 125 entrata in vigore lo scorso 26 luglio.
In effetti, registra piazza Cavour, l'ordine di espulsione al nigeriano era stato impartito dal Questore di Urbino in data 25 giugno 2008 ma un mese dopo il clandestino veniva sorpreso nuovamente a Lunano. Cionostante, il tribunale di Urbino, il 29 luglio 2008, data l'incensuratezza dell'immigrato gli aveva concesso le attenuanti generiche, condannandolo alla pena, sospesa con la condizionale, di 5 mesi e 10 giorni di reclusione. Da qui il ricorso in Cassazione della Procura di Ancona.
La Suprema Corte ha accolto il ricorso della Procura, evidenziando come la legge di conversione del 'decreto sicurezza' "ha voluto escludere che la sola assenza di precedenti penali possa essere posta a fondamento della concessione delle attenuanti generiche". In effetti, registra ancora la Cassazione, "tutte le diposizioni si pongono l'obiettivo di restituire effettivita' alla sanzione penale impedendo l'uso indiscriminato di benefici che il legislatore ha inteso riservare a situazioni specifiche, piu' ristrette di quelle che precedentemente li autorizzavano". Il clandestino recidivo, dunque, dovra' scontare otto mesi di reclusione "senza attenuanti generiche".
domenica 1 marzo 2009
mercoledì 19 novembre 2008
Minaccia il fidanzato della sua ex

STORIA D'AMORE FINITA MALE
Minaccia il fidanzato della sua ex
Denunciato un 30enne di Urbania
Il ragazzo, che forse non si era ancora rassgnato alla rottura del rapporto con la sua ex ragazza, aveva minacciato di ritorsioni l'attuale fidanzato di lei, consegnandogli anche una cartuccia per carabina
Fucili da caccia (Foto Ansa) Urbino, 19 novembre 2008 - Forse non si era ancora rassegnato alla rottura del rapporto con la sua ex ragazza, oppure non aveva accettato quella separazione. Fatto sta che un 30enne di Urbania ha iniziato a minacciare di ritorsioni l'attuale fidanzato, della sua ex, un ragazzo di 24 anni, consegnandogli anche una cartuccia per carabina.
Il giovane si è quindi presentato al commissariato di Urbino e ha denunciato il 30enne, che dovrà rispondere ora di minaccia aggravata. Gli agenti gli hanno ritirato a titolo cautelativo quattro fucili da caccia e circa 100 cartucce.
giovedì 13 novembre 2008
Urbino, moldavo uccide a bastonate l'ex datore di lavoro e lo chiude in bagagliaio

L'omicida è stato sorpreso dai carabinieri sul luogo del delitto nel quale era tornato per riprendersi il cellulare caduto
Un 57enne di Urbino, Antonio Capponi, titolare di una concessionaria di auto, è stato ucciso nella notte a colpi di mazza da un moldavo che aveva lavorato per lui. L'assassino, il 24enne Serghej Ghisco, è stato arrestato poco dopo dai carabinieri: l'uomo aveva chiuso il cadavere nel bagagliaio di un'auto prima di fuggire; accortosi di aver perso il cellulare, però, è tornato a prenderlo ed è stato sorpreso dai militari.
I carabinieri lo avevano visto aggirarsi intorno all'auto con aria sospetta e con i vestiti macchiati di sangue. Il controllo ha portato a galla la verità e sembra che il moldavo abbia già confessato l'omicidio, dicendo di aver ucciso per motivi legati a vecchie questioni di salario.
sabato 30 agosto 2008
Urbino, convalidato l'arresto del giovane ricattatore

30/08/08 Urbino - Ieri mattina il G.I.P.competente del Tribunale per i Minorenni di Ancona ha convalidato l’'arresto di martedì scorso, avvenuto ai danni del minorenne che aveva tentato di estorcere denaro a un urbinate omosessuale, minacciandolo di denunciarlo per presunti abusi sessuali. Il giovane nordafricano era stato riaccompagnato presso la sua abitazione e affidamento ai genitori. Quindi, ieri sera, il giovane è
stato associato al carcere minorile dai Carabinieri di Urbania, dopo che il magistrato ha ritenuto sussistenti le specifiche esigenze cautelari, costituite dal pericolo che il giovane commetta altri delitti della stessa specie.
domenica 24 agosto 2008
Pesaro, 14 mila visitatori l'anno per le 'mummie di Urbania'

Roma, 24 ago. - (Adnkronos) - Il diaframma contratto di un sepolto vivo, il collo spezzato di un impiccato, lo squarcio della lama di un accoltellato: nell'agenda degli amanti del macabro non puo' mancare una visita al museo delle mummie di Urbania, in provincia di Pesaro e Urbino. Una cripta, alle spalle dell'altare della piccola chiesa dei Morti, che "puo' ospitare 20 curiosi alla volta, ma che riceve circa 14mila visitatori l'anno", dice il responsabile dell'ufficio Turismo e Cultura di Urbania, Tarcisio Cleri, all'ADNKRONOS.
Una galleria ovale di loculi dove riposano, disturbati dai numerosi visitatori, 16 corpi settecenteschi mummificati naturalmente, che oltre la struttura scheletrica hanno conservato la pelle, gli organi, in alcuni casi i capelli e gli apparati genitali e le unghie. "Sono come figure di carta pesta, completamente essiccate - spiega Cleri -. Alcune si sono conservate bene, altre meno. Fino a qualche anno i piu' temerari potevano anche toccarli. Ora a proteggere le mummie c'e' un vetro". I cadaveri non sono l'unica attrattiva, a decorare la cripta, anche, 150 teschi e un lampadario di crani e ossa.
Il curioso museo non custodisce, pero', solo le 16 mummie, ma anche le loro storie che il custode racconta ai visitatori: da quella del Priore Vincenzo Piccini della confraternita della 'Buona Morte' e dell'umanista Sebastiano Macci a quella della donna incinta morta per un taglio cesario a croce, come quelli che venivano fatti a quei tempi e che e' ben visibile. Tra i racconti piu' raccapriccianti quello dell'uomo che sarebbe stato seppellito in uno stato di morte apparente e che si risveglio' nella tomba e dell'accoltellato sotto il costato durante una veglia danzante.
martedì 19 agosto 2008
Urbania, in coma dopo bagno in piscina

19 agosto 2008 - Una vacanza che stava per trasformarsi in tragedia quella di un quattordicenne di Roma. Il ragazzino, che soggiornava nell'agriturismo Ca' Serrantonio a Candigliano di Urbania, ha rischiato di annegare nell'acqua della piscina. Ora è in coma farmacologico. A soccorrerlo è intervenuto un elicottero del Nucleo operativo dei Vigili del fuoco di Arezzo. Ad attenderlo per il trasferimento nell'ospedale di Urbino c'era poi un'ambulanza con un rianimatore a bordo.
MUSEI: OLTRE 13MILA VISITATORI ANNUI PER LE MUMMIE DI URBANIA

Urbania (Pu), 19 ago. (adnkronos/Adnkronos Cultura) - E' una storia antica e misteriosa che ha inizio nel lontano 1567, quando ad Urbania venne fondata la confraternita della "Buona Morte". Da allora, diciotto mummie riposano nella cripta della piccola chiesa dei Morti di Urbania, naturalmente conservate. E' nato cosi' un museo forse un po' macabro, ma sicuramente affascinante, visto che a visitare quei corpi nella cripta dietro l'altare maggiore sono circa 13mila persone l'anno.
Scopo della confraternita della "Buona Morte" era il trasporto gratuito dei cadaveri, l'assistenza ai moribondi e ai condannati a morte, la registrazione in appositi libri dei defunti e la distribuzione delle elemosine ai parenti dei defunti. La sepoltura dei corpi avveniva nel retro della piccola chiesa, in un terreno adibito a cimitero. Nei primi anni del 1800, con l'editto di Saint Cloud che, emanato da Napoleone Bonaparte, istituiva i cimiteri extraurbani per ragioni sanitarie, dal piccolo cimitero di Urbania vennero riesumati i corpi che, incredibilmente, riaffiorarono intatti.
Nel 1833, i diciotto corpi mummificati, furono esposti dietro l'altare della cappella che da allora prese il nome di chiesa dei Morti. Tra gli anni Sessanta e Settanta, alcuni antropologi e biologi diedero una spiegazione scientifica del fenomeno: sembra infatti che una particolare muffa (hipha bombicina pers) ne abbia provocato l'essiccazione. I corpi, oltre alla struttura scheletrica, hanno la pelle, gli organi, in alcuni casi i capelli e gli organi genitali. Tra le mummie, quella del priore Vincenzo Piccini con moglie e figlio, quella del fornaio detto ''Lunano'' e di una donna morta per parto, un giovane accoltellato in una veglia danzante, con tanto di squarcio della lama, un impiccato e quella di una persona che si dice sia stata sepolta viva in stato di morte apparente, risevegliandosi poi nella tomba.
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