mercoledì 13 gennaio 2010
domenica 10 gennaio 2010
mercoledì 6 gennaio 2010
URBANIA, PER REFERENDUM MODIFICATO PROGETTO EOLICO

(AGI) - Urbania (Pesaro-Urbino), 6 gen. - In vista del referendum popolare sull'opportunita' di far nascere nel comprensorio di Piobbico-Urbania un parco eolico, la societa' che lo ha progettato e' disponibile a ridurre il numero delle 24 pale presentate originariamente. Una conferma in tal senso arriva dal consigliere di amministrazione di Mtre, che realizzera' l'impianto, che si e' detto pronto a "rispettare e tenere conto" delle esigenze delle amministrazioni locali e dei cittadini, "garantendo, tra le altre cose, una significativa riduzione del numero di pale, in modo da ridurre ulteriormente il già limitato impatto visivo". La consultazione popolare, dapprima prevista all'inizio dello scorso mese di dicembre, e' in programma a meta' gennaio. Merolla ha detto che non c'e' "nessun timore della consultazione indetta dall'amministrazione comunale di Urbania" e di essere convinto "che i cittadini siano ormai consapevoli della necessita' di ridurre l'emissioni di anidride carbonica e dell'esigenza di rispettare l'ambiente con fatti concreti, con l'approccio dell''ambientalismo del fare'". A sostegno del parco eolico si sono schierati buona parte della giunta comunale di Urbania, alcuni cittadini riuniti nel 'comitato del si'', Greenpeace, la Cna provinciale.
(AGI) Cli/An/Bru
martedì 17 novembre 2009
Eolico, slitta il referendum e crescono le proteste

Urbania Il referendum sul parco eolico slitta di un mese rispetto alla data prefissata della prima settimana di dicembre . Anche l’assemblea popolare del 13 novembre scorso a stata rinviata. Come mai? “Per motivi organizzativi – spiega il sindaco di Urbania Giuseppe Lucarini – e per fare in modo che i cittadini siano informati il meglio possibile”. Parco eolico sì oppure no? “La questione non sta in questi termini, bisogna vagliare il progetto in modo attento, coinvolgere i cittadini, la Regione, i comitati”.
Il sindaco Lucarini è per il parco? “Sindaco e giunta sono al di sopra delle parti. Devono esaminare il progetto, quanto sta avvenendo, come si sviluppa il dibattito a cominciare da tutte le implicazioni che si possono determinare”. Sta decollando la formazione dei comitati? “Sì. Come è giusto stanno entrando in azione per far sentire la loro voce”. Ambientalisti sul piede di guerra? “Le osservazioni che stanno elencando sono molto dettagliate e complesse, questo è quanto sta obiettivamente emergendo”. Quante assemblee pubbliche ci sono già state? “Praticamente una, quella in cui il consiglio comunale ha preso visione del progetto”. Quella rinviata venerdì scorso quando si svolgerà? “Renderemo nota la data non appena pronti” conclude il sindaco senza sbilanciarsi troppo.
Punto di riferimento certo rimane il bando per la consultazione popolare sul progetto di realizzazione dell’impianto in località Montiego (monte dei Torrini, Monte del Picchio) nel territorio del comune di Urbania. La consultazione si terrà a gennaio passato il periodo delle feste. Il seggio sarà situato nella sala del consiglio comunale e le operazioni di voto si terranno dalle ore 9 alle ore 19 del giorno feriale e dalle 8 alle ore 21 festivo. Lo scrutinio inizierà subito dopo la conclusione del voto. Gli elettori che vogliono organizzarsi. Due i comitati in via di costituzione: a favore o no del progetto. Gli elettori per votare, dovranno esibire al presidente di seggio un documento di riconoscimento. La scheda conterrà il quesito “Sei favorevole al progetto?” e si dovrà rispondere sì o no.
r.gi.
domenica 1 marzo 2009
Clandestino recidivo
(Adnkronos) - Tolleranza zero nei confronti dei clandestini recidivi che continuano a rimanere nel territorio nonostante l'ordine di espulsione impartito gia' in precedenza dal questore. La linea dura arriva dalla Cassazione che, a differenza di precedenti pronunce nelle quali aveva mostrato piu' tolleranza nei confronti dei clandestini recidivi sostenendo che non potessero essere riarrestati, ora sottolinea che, chi si intrattiene "senza giustificato motivo" nel nostro Paese, non ha diritto alle attenuanti generiche, nemmeno se e' incensurato. Lo spirito della legge che ha riconvertito il 'decreto sicurezza', infatti, esclude "l'uso indiscriminato di benefici riservati solo a situazioni specifiche" e comunque "piu' ristrette di quelle che precedentemente li autorizzavano".
Ecco perche' la Prima sezione penale (sentenza 8635) ha accolto il ricorso della Procura di Ancona che si era opposta alla concessione delle attenuanti generiche accordate dal Tribunale di Urbino ad un clandestino nigeriano 30enne, Ndubuisi Okey N., nonostante avesse disobbedito per la seconda volta all'ordine del questore di lasciare il territorio. Secondo la Suprema Corte, che ha annullato senza rinvio la decisione del tribunale dello scorso luglio, concedere le attenuanti ad un clandestino sulla base della sua incesuratezza e' contrario a quanto previsto dalla legge 125 entrata in vigore lo scorso 26 luglio.
In effetti, registra piazza Cavour, l'ordine di espulsione al nigeriano era stato impartito dal Questore di Urbino in data 25 giugno 2008 ma un mese dopo il clandestino veniva sorpreso nuovamente a Lunano. Cionostante, il tribunale di Urbino, il 29 luglio 2008, data l'incensuratezza dell'immigrato gli aveva concesso le attenuanti generiche, condannandolo alla pena, sospesa con la condizionale, di 5 mesi e 10 giorni di reclusione. Da qui il ricorso in Cassazione della Procura di Ancona.
La Suprema Corte ha accolto il ricorso della Procura, evidenziando come la legge di conversione del 'decreto sicurezza' "ha voluto escludere che la sola assenza di precedenti penali possa essere posta a fondamento della concessione delle attenuanti generiche". In effetti, registra ancora la Cassazione, "tutte le diposizioni si pongono l'obiettivo di restituire effettivita' alla sanzione penale impedendo l'uso indiscriminato di benefici che il legislatore ha inteso riservare a situazioni specifiche, piu' ristrette di quelle che precedentemente li autorizzavano". Il clandestino recidivo, dunque, dovra' scontare otto mesi di reclusione "senza attenuanti generiche".
Ecco perche' la Prima sezione penale (sentenza 8635) ha accolto il ricorso della Procura di Ancona che si era opposta alla concessione delle attenuanti generiche accordate dal Tribunale di Urbino ad un clandestino nigeriano 30enne, Ndubuisi Okey N., nonostante avesse disobbedito per la seconda volta all'ordine del questore di lasciare il territorio. Secondo la Suprema Corte, che ha annullato senza rinvio la decisione del tribunale dello scorso luglio, concedere le attenuanti ad un clandestino sulla base della sua incesuratezza e' contrario a quanto previsto dalla legge 125 entrata in vigore lo scorso 26 luglio.
In effetti, registra piazza Cavour, l'ordine di espulsione al nigeriano era stato impartito dal Questore di Urbino in data 25 giugno 2008 ma un mese dopo il clandestino veniva sorpreso nuovamente a Lunano. Cionostante, il tribunale di Urbino, il 29 luglio 2008, data l'incensuratezza dell'immigrato gli aveva concesso le attenuanti generiche, condannandolo alla pena, sospesa con la condizionale, di 5 mesi e 10 giorni di reclusione. Da qui il ricorso in Cassazione della Procura di Ancona.
La Suprema Corte ha accolto il ricorso della Procura, evidenziando come la legge di conversione del 'decreto sicurezza' "ha voluto escludere che la sola assenza di precedenti penali possa essere posta a fondamento della concessione delle attenuanti generiche". In effetti, registra ancora la Cassazione, "tutte le diposizioni si pongono l'obiettivo di restituire effettivita' alla sanzione penale impedendo l'uso indiscriminato di benefici che il legislatore ha inteso riservare a situazioni specifiche, piu' ristrette di quelle che precedentemente li autorizzavano". Il clandestino recidivo, dunque, dovra' scontare otto mesi di reclusione "senza attenuanti generiche".
mercoledì 19 novembre 2008
Minaccia il fidanzato della sua ex

STORIA D'AMORE FINITA MALE
Minaccia il fidanzato della sua ex
Denunciato un 30enne di Urbania
Il ragazzo, che forse non si era ancora rassgnato alla rottura del rapporto con la sua ex ragazza, aveva minacciato di ritorsioni l'attuale fidanzato di lei, consegnandogli anche una cartuccia per carabina
Fucili da caccia (Foto Ansa) Urbino, 19 novembre 2008 - Forse non si era ancora rassegnato alla rottura del rapporto con la sua ex ragazza, oppure non aveva accettato quella separazione. Fatto sta che un 30enne di Urbania ha iniziato a minacciare di ritorsioni l'attuale fidanzato, della sua ex, un ragazzo di 24 anni, consegnandogli anche una cartuccia per carabina.
Il giovane si è quindi presentato al commissariato di Urbino e ha denunciato il 30enne, che dovrà rispondere ora di minaccia aggravata. Gli agenti gli hanno ritirato a titolo cautelativo quattro fucili da caccia e circa 100 cartucce.
giovedì 13 novembre 2008
Urbino, moldavo uccide a bastonate l'ex datore di lavoro e lo chiude in bagagliaio

L'omicida è stato sorpreso dai carabinieri sul luogo del delitto nel quale era tornato per riprendersi il cellulare caduto
Un 57enne di Urbino, Antonio Capponi, titolare di una concessionaria di auto, è stato ucciso nella notte a colpi di mazza da un moldavo che aveva lavorato per lui. L'assassino, il 24enne Serghej Ghisco, è stato arrestato poco dopo dai carabinieri: l'uomo aveva chiuso il cadavere nel bagagliaio di un'auto prima di fuggire; accortosi di aver perso il cellulare, però, è tornato a prenderlo ed è stato sorpreso dai militari.
I carabinieri lo avevano visto aggirarsi intorno all'auto con aria sospetta e con i vestiti macchiati di sangue. Il controllo ha portato a galla la verità e sembra che il moldavo abbia già confessato l'omicidio, dicendo di aver ucciso per motivi legati a vecchie questioni di salario.
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